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Archive for dicembre 2009

Berlusconi ferito al viso, arrestato l’aggressore

Posted by simone_n su 15 dicembre 2009

MILANO – Silvio Berlusconi colpito da un oggetto, probabilmente una miniatura del Duomo, dopo il comizio a Milano. Fermato, e successivamente arrestato, l’autore del gesto. Dopo l’aggressione subita al termine del comizio alla manifestazione del Pdl, Berlusconi è stato portato all’ospedale San Raffaele. Sono stati interamente ripercorsi, durante l’interrogatorio in Questura, i momenti dell’aggressione al premier Silvio Berlusconi ad opera di Massimo Tartaglia, il quarantenne con problemi psicologici che è stato dichiarato in stato di arresto. Dalle prime notizie sulla ricostruzione è emerso che Tartaglia si trovava dietro le transenne, un paio di file indietro rispetto alla gente che si accalcava per salutare il presidente del Consiglio. Quando Berlusconi, circondato dalla scorta, si è avvicinato, in particolare a un sostenitore con una bandiera di Forza Italia per stringergli la mano, da dietro la gente è saltato fuori Tartaglia, che si è praticamente inerpicato sulle spalle di quelli che aveva davanti e lanciato il souvenir che ha colpito il premier tra il naso e il labbro. Al momento del lancio, grazie al suo salto, Tartaglia si è trovato quasi faccia a faccia con Berlusconi anche se a una distanza di due-tre metri. Immediatamente dopo è stato bloccato da un uomo della scorta del presidente del Consiglio e da due agenti in borghese del Commissariato Centro, immobilizzato e portato via a forza tra i molti sostenitori di Berlusconi che volevano aggredirlo.

IL RACCONTO DI UN TESTIMONE – Era al fianco di Silvio Berlusconi quando il premier è stato colpito da un oggetto scagliato da un aggressore al termine del comizio a Milano, Gabriele Cartasegna, dirigente del movimento giovanile del Pdl Giovane Italia. “Ero al suo fianco – ha raccontato – e ho visto un uomo che, senza dire nulla, da dietro le transenne gli ha scagliato contro, da vicinissimo, un souvenir del Duomo di Milano. Non so se l’oggetto fosse di pietra o ferro”. L’oggetto, poi recuperato dalle forze dell’ordine, ha colpito il presidente del Consiglio “sul naso e la bocca – ha spiegato il giovane – nella parte destra del volto. Ha iniziato a perdere molto sangue”. L’aggressore, Massimo Tartaglia, “non ha detto nulla, né prima, né dopo – ha aggiunto Cartasegna – E’ stato immediatamente aggredito verbalmente dalla folla e placcato dagli agenti della scorta e dalle forze dell’ordine”.

MASSIMO TARTAGLIA, ARRESTATO – Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l’uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi dopo il comizio in piazza Duomo. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza profferire parola. Tartaglia risulta sconosciuto alla Digos. Risiede nell’hinterland milanese. L’uomo è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Lo si apprende da fonti investigative. Tartaglia è statoformalmente arrestato durante l’interrogatorio tenuto in questura dal procuratore aggiunto Armando Spataro. Le accuse sono di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. Tartaglia, infatti, aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, ma soprattutto una bomboletta di spray urticante al peperoncino. Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato. L’uomo si trova in questura, sentito dai funzionari della Digos che hanno contemporaneamente avviato una perquisizione nella sua abitazione a Cesano Boscone (Milano).

Massimo Tartaglia lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si e’ appreso, conduce una vita sociale normale. E’ stato lui stesso a dire agli investigatori, che lo sentivano in questura, di essere in cura al Policlinico. Ora l’interrogatorio dovrebbe essere condotto direttamente dal procuratore aggiunto Armando Spataro capo del pool antiterrorismo.

“Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi”. Così ha detto Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande attraverso il citofono. Massimo Tartaglia vive infatti ancora con i genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e digos hanno terminato la perquisizione in casa. “Massimo è una psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno – ha mormorato il padre sconvolto – Anzi lui non ha mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf”. Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa stamattina verso le 11. “Ciao a tutti – ha salutato i genitori – vado a trovare un amica non so quando torno”. In casa nessuno ha sospettato nulla. “Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei provato a farlo desistere – ha detto il padre – Penso che questo episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in Italia”. “In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica – ha detto ancora Alessandro Tartaglia – ma nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un’esasperazione particolare”.

ESEGUITA TAC, LA PRIMA DIAGNOSI – Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. E’ questa la prima diagnosi, che, secondo fonti mediche, è stata fatta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all’ospedale san Raffaele dopo l’aggressione subita al termine del comizio di Milano. Le stesse fonti riferiscono che il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto ad una tac precauzionale e per decisione dei medici sarà tenuto sotto osservazione per 24 ore. Secondo quanto hanno riferito agenti della polizia di stato davanti al pronto soccorso del San Raffaele, il premier è stato portato all’interno sdraiato su una barella. “Berlusconi aveva – hanno riferito i testimoni – una borsa di ghiaccio sul volto ed appariva cosciente”.

Il premier ha una prognosi di 20 giorni, secondo quanto riferito dal primario del reparto di anestesia e rianimazione del San Raffele, Alberto Zangrillo. Zangrillo è il medico di fiducia del presidente ed era con lui al momento dell’aggressione. Il premier secondo quanto emerso da una tac, ha riportato anche una frattura del setto nasale, oltre ad una ferita lacero-contusa che ha richiesto punti di sutura al labbro inferiore. “E’ molto scosso, abbattuto e dispiaciuto”, ha detto il primario.

“Il presidente è apparso ai medici che lo hanno in cura scosso e abbattuto ma sta reagendo con la sua solita tempra”. Lo fa sapere dell’ospedale San Raffaele, Paolo Klun, il direttore della comunicazione della Fondazione San Raffaele-Monte Tabor. “Il presidente del Consiglio – è stato spiegato – ha subito un trauma contusivo importante al massiccio facciale con una ferita interna ed esterna al labbro superiore. Due denti, uno dei quali in modo serio, sono fratturati”. “Il prof. Alberto Zangrillo – continuano dall’ospedale – ha ritenuto opportuno effettuare una tac al presidente che ha evidenziato una infrazione dell’elemento osseo del setto nasale (piccola frattura al naso, ndr). Questo ha portato i sanitari del San Raffaele a trattenere cautelativamente il presidente per la notte. La prognosi è di 20 giorni”. “Il presidente – hanno concluso dal San Raffaele – è apparso ai medici che lo hanno in cura scosso e abbattuto ma sta reagendo con la sua solita tempra”. Silvio Berlusconi è ricoverato in una stanza nel reparto solventi che si trova al settimo piano della struttura. Il premier Berlusconi non avrà bisogno di nessuna operazione ma sarà trattenuto in ospedale per almeno 48 ore. Lo ha detto il medico personale del premier Alberto Zangrillo, che è anche primario di anestesia e rianimazione all’ospedale San Raffaele, dove il presidente del Consiglio è ricoverato. “Dal punto di vista clinico – ha spiegato il medico – è tutto tranquillo, ma sarà necessario un periodo di osservazione di uno o due giorni”. Il premier, ha proseguito il medico, non ha perso mai conoscenza e non è stato sedato. Dal punto di vista psicologico, ha detto ancora Zangrillo, “mi è parso molto affrancato dall’affetto che l’ha circondato. Lui stesso ha rincuorato i figli che erano molto preoccupati”. “Adesso è tranquillo – ha concluso il primario – ma è senz’altro molto amareggiato per quello che è successo”.

LE VISITE IN OSPEDALE DI PARENTI E AMICI – Le visite in ospedale: i suoi figli, Marina accompagnata dal marito, Piersilvio, Barbara con il compagno ed Eleonora. E ancora Adriano Galliani, Emilio Fede, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, quello del Turismo, Vittoria Brambilla e quello della Cultura Sandro Bondi, il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. Insomma, oltre ai suoi figli, un via vai di amici e politici a lui molto legati per esprimergli il calore del loro affetto e la loro solidarietà.

PREMIER A FEDE, SONO MIRACOLATO – “Sono miracolato”: così ha detto Silvio Berlusconi al direttore del Tg4 Emilio Fede che lo è andato a trovare all’ospedale. “Mi ha detto di sentirsi miracolato – dice Fede – perché un centimetro più su e avrebbe perso l’occhio. Naturalmente è dolorante, gli sono stati somministrati analgesici e non credo proprio – sottolinea Fede – che si tratterà di una cosa di sole 24 ore perché ha la frattura del setto nasale, due denti fratturati, ferite alle labbra”. Ma, riferisce il direttore del Tg4 il premier si è detto soprattutto “preoccupato perché c’é una eccessiva atmosfera di violenza. Non è spaventato – precisa Fede – ma preoccupato. Faccio questo mestiere da cinquant’anni ma una cosa del genere, con un capo del governo fatto oggetto di un’aggressione non l’avevo mai vista”. Poi l’affondo di Fede sui nemici politici: “D’altra parte – dice Fede – se ecciti alla violenza le piazze… e naturalmente faccio riferimento a Di Pietro mi chiedo come faccia a dire quello che ha detto oggi”. Secondo Fede si tratta di un “atto di delinquenza che dovrebbe far riflettere tutti quelli, politici e giornalisti, che a vario titolo hanno fatto certi interventi. Credo che bisognerebbe smetterla e spero che dal male possa magari nascere qualcosa di positivo cioé un rapporto più civile all’interno del confronto politico”.

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Iniziativa degli ultras Sampdoriani: La Gradinata Sud inventa il Mutuo Soccorso del tifo

Posted by simone_n su 15 dicembre 2009

L’hanno battezzata “Marinai nei guai” ed è la prima società di mutuo soccorso fra tifosi, organizzata come lo erano una volta quelle fra operai e contadini, d’ispirazione cattolica oppure socialista. All’indomani dell’aggressione al sostenitore rossoblù costretto sulla sedia a rotelle, o delle bombe carta esplose allo stadio Olimpico, rappresenta la riscossa della solidarietà sociale, sentimento che si riteneva seppellito dalle macerie ideologiche del Novecento. Non era così. Marinai nei guai nasce a Genova sponda sampdoriana, come chiarisce il logo che è un Lupo di Mare con pipa d’ordinanza e ancorotto sottobraccio, e rappresenta la risposta più bella alle sconfitte nel derby e con il Milan, all’eliminazione dalla Coppa Italia, ai malumori di Cassano. L’iniziativa d’esordio è stata aiutare un paio di signori non più giovani che hanno avuto problemi con la giustizia, non per faccende di calcio ma per altri e più seri motivi. Senza entrare nel merito della vicenda, il mutuo soccorso blucerchiato ha deciso di aiutare le famiglie che si sono trovate in difficoltà finanziaria. «Non si tratta di valutare l’innocenza o la colpevolezza dei nostri amici ma di non abbandonarli, perché da sempre sono riconoscibili in gradinata per spirito e generosità non comuni»: sul manifesto on line di Marinai nei guai la filosofia dell’aiuto è spiegata con chiarezza, «supportare e sostenere i tifosi sampdoriani in… pessime acque», tanto per restare alla simbologia blucerchiata. Fa sorridere, pensare alla fede sportiva come pretesto e ragione del mutuo soccorso? Lascia perplessi, il confronto con i più robusti ideali del socialismo e del solidarismo cattolico? «Ma è proprio perché sono scomparse le antiche reti di assistenza – riflette Leandro Cogorno, uno degli animatori dell’iniziativa – che abbiamo messo in piedi Marinai nei guai. Oggi in Italia non ci sono chiesa, partito, sindacato o associazione ricreativa che siano radicati nel tessuto sociale come lo può essere una tifoseria calcistica. E chi sottovaluta il fenomeno, magari deprecando il disfacimento delle organizzazioni religiose o ideologiche, è semplicemente uno snob».Leandro Cogorno, nella vita, fa il mediatore al lavoro: conosce bene le problematiche sociali e ha sperimentato di persona il progressivo smantellamento del welfare. «Mettiamo che un ragazzo della gradinata sud abbia un grave incidente e si ritrovi senza nessuna assistenza: che Marinai siamo se non proviamo ad aiutarlo? Non ci riconosciamo tutti nella stessa passione, negli stessi colori, nell’identico modo di essere e in un comune sentire, sia pure sportivo»? Il manifesto della neonata società di mutuo soccorso è ancora più esplicito: «Le migliaia di storie che attraversano la nostra gradinata sono quelle di una comunità che si sa riconoscere. Sono impastate di sentimento e di allegria, di slanci generosi e di errori, di vere amicizie, forse di sogni malati, ma…». Ma sono storie di umanità profonda. I giocatori lo hanno capito per primi, non è sempre vero che sono mercenari senza cuore. Capitan Palombo e Claudio Bellucci hanno regalato la loro maglia e una lotteria ha consentito di raggranellare quasi mille euro. In futuro, un sito web funzionerà da riferimento e renderà trasparenti le eventuali raccolte, spiegando a chi vanno e perché. L’indirizzo di posta elettronica, marinaineiguai@libero.it è già operativo come il forum su Facebook. Gli animatori del mutuo soccorso non sono e non potevano essere giovanissimi, certe cose ti vengono in mente quando hai già vissuto qualche resa dei conti con la vita, e alla passione riesci a dare il giusto peso: che non deve essere necessariamente scarso. Dice anzi Leandro Cogorno che «il tifo può essere intelligente, e male hanno fatto le istituzioni a non trovare un punto di contatto scegliendo la via della repressione: così siamo tornati alle bombe carta…». E tuttavia è un bellissimo messaggio, quello che arriva da Genova blucerchiata. La solidarietà è il contrario della violenza, sempre egoista e assolutamente sterile, e non dev’essere un caso che il Marinaio – tra lupi inferociti, diavoli incattiviti, tori rampanti, aquile in caccia, serpenti velenosi – sia il simbolo calcistico più pacifista del mondo. Fuma persino il calumet.

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Scontri Onda-polizia al corteo di Roma: 10 feriti

Posted by simone_n su 11 dicembre 2009

.Scontri tra poliziotti e studenti nella Capitale durante il corteo della Cgil contro i tagli alla scuola e all’istruzione. Gli agenti hanno usato i manganelli contro i manifestanti che cercavano di forzare il cordone delle forze dell’ordine che impediva al corteo di passare verso piazza della Repubblica. Momenti di tensione con il lancio di oggetti e bottiglie da parte degli studenti. Anche in via Pastrengo dove le forze dell’ordine sono impegnate in una lieve carica di alleggerimento per respingere i manifestanti che cercano di aggirare il blocco.

FERITI – «Tra gli studenti che hanno partecipato al corteo ci sono stati una decina feriti a causa delle cariche subite dalle forze dell’ordine». Lo ha riferito uno dei leader dell’Onda, Francesco Brancaccio, commentando il bilancio del corteo di oggi a Roma che si è concluso all’ università La Sapienza, da dove era partito. «Uno dei feriti, un universitario, si è fratturato una mano – spiega Brancaccio – ed ha dovuto ingessarla in ospedale, dopo esser stato colpito dalle manganellate in piazza dei Cinquecento. Un altro è stato colpito al volto, vicino ad un occhio, da una manganellata di un agente in via XX Settembre. Tra i feriti ci sono anche studenti delle scuole superiori».

NESSUNA TREGUA – «Proseguiremo le nostre battaglie anche nelle prossime settimane», ha aggiunto Brancaccio, che non ha escluso altri cortei durante «la tregua di Natale», cioè il periodo di stop dei cortei nella Capitale che scatterà da sabato 12 dicembre fino al 12 gennaio, frutto di un’intesa firmata in prefettura da alcune sigle sindacali e alcuni partiti politici. «Si assumeranno il rischio di vietare ogni corteo», ha concluso Brancaccio a proposito del protocollo. «Le azioni registrate oggi tra piazza dei Cinquecento e via XX Settembre ricordano tanto quelle condotte dai professionisti della disobbedienza e dai rappresentanti di un modo di contestare che sembra cercare lo scontro fisico con gli agenti delle forze dell’ordine ad ogni costo», dichiara invece in una nota il vicecapogruppo Pdl al Comune di Roma, Marco Siclari: «È davvero vergognoso che gli studenti e le loro posizioni vengano strumentalizzate dalle frange estremiste dei centri sociali. Gli attaccabrighe, che usano la piazza come mezzo di propaganda, sappiano che la loro protesta è tanto rumorosa quanto priva di contenuti». Gli studenti medi stanno organizzando per la sera del 22 dicembre una fiaccolata da piazzale Ostiense fino al ministero.

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