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Iniziativa degli ultras Sampdoriani: La Gradinata Sud inventa il Mutuo Soccorso del tifo

Posted by simone_n su 15 dicembre 2009

L’hanno battezzata “Marinai nei guai” ed è la prima società di mutuo soccorso fra tifosi, organizzata come lo erano una volta quelle fra operai e contadini, d’ispirazione cattolica oppure socialista. All’indomani dell’aggressione al sostenitore rossoblù costretto sulla sedia a rotelle, o delle bombe carta esplose allo stadio Olimpico, rappresenta la riscossa della solidarietà sociale, sentimento che si riteneva seppellito dalle macerie ideologiche del Novecento. Non era così. Marinai nei guai nasce a Genova sponda sampdoriana, come chiarisce il logo che è un Lupo di Mare con pipa d’ordinanza e ancorotto sottobraccio, e rappresenta la risposta più bella alle sconfitte nel derby e con il Milan, all’eliminazione dalla Coppa Italia, ai malumori di Cassano. L’iniziativa d’esordio è stata aiutare un paio di signori non più giovani che hanno avuto problemi con la giustizia, non per faccende di calcio ma per altri e più seri motivi. Senza entrare nel merito della vicenda, il mutuo soccorso blucerchiato ha deciso di aiutare le famiglie che si sono trovate in difficoltà finanziaria. «Non si tratta di valutare l’innocenza o la colpevolezza dei nostri amici ma di non abbandonarli, perché da sempre sono riconoscibili in gradinata per spirito e generosità non comuni»: sul manifesto on line di Marinai nei guai la filosofia dell’aiuto è spiegata con chiarezza, «supportare e sostenere i tifosi sampdoriani in… pessime acque», tanto per restare alla simbologia blucerchiata. Fa sorridere, pensare alla fede sportiva come pretesto e ragione del mutuo soccorso? Lascia perplessi, il confronto con i più robusti ideali del socialismo e del solidarismo cattolico? «Ma è proprio perché sono scomparse le antiche reti di assistenza – riflette Leandro Cogorno, uno degli animatori dell’iniziativa – che abbiamo messo in piedi Marinai nei guai. Oggi in Italia non ci sono chiesa, partito, sindacato o associazione ricreativa che siano radicati nel tessuto sociale come lo può essere una tifoseria calcistica. E chi sottovaluta il fenomeno, magari deprecando il disfacimento delle organizzazioni religiose o ideologiche, è semplicemente uno snob».Leandro Cogorno, nella vita, fa il mediatore al lavoro: conosce bene le problematiche sociali e ha sperimentato di persona il progressivo smantellamento del welfare. «Mettiamo che un ragazzo della gradinata sud abbia un grave incidente e si ritrovi senza nessuna assistenza: che Marinai siamo se non proviamo ad aiutarlo? Non ci riconosciamo tutti nella stessa passione, negli stessi colori, nell’identico modo di essere e in un comune sentire, sia pure sportivo»? Il manifesto della neonata società di mutuo soccorso è ancora più esplicito: «Le migliaia di storie che attraversano la nostra gradinata sono quelle di una comunità che si sa riconoscere. Sono impastate di sentimento e di allegria, di slanci generosi e di errori, di vere amicizie, forse di sogni malati, ma…». Ma sono storie di umanità profonda. I giocatori lo hanno capito per primi, non è sempre vero che sono mercenari senza cuore. Capitan Palombo e Claudio Bellucci hanno regalato la loro maglia e una lotteria ha consentito di raggranellare quasi mille euro. In futuro, un sito web funzionerà da riferimento e renderà trasparenti le eventuali raccolte, spiegando a chi vanno e perché. L’indirizzo di posta elettronica, marinaineiguai@libero.it è già operativo come il forum su Facebook. Gli animatori del mutuo soccorso non sono e non potevano essere giovanissimi, certe cose ti vengono in mente quando hai già vissuto qualche resa dei conti con la vita, e alla passione riesci a dare il giusto peso: che non deve essere necessariamente scarso. Dice anzi Leandro Cogorno che «il tifo può essere intelligente, e male hanno fatto le istituzioni a non trovare un punto di contatto scegliendo la via della repressione: così siamo tornati alle bombe carta…». E tuttavia è un bellissimo messaggio, quello che arriva da Genova blucerchiata. La solidarietà è il contrario della violenza, sempre egoista e assolutamente sterile, e non dev’essere un caso che il Marinaio – tra lupi inferociti, diavoli incattiviti, tori rampanti, aquile in caccia, serpenti velenosi – sia il simbolo calcistico più pacifista del mondo. Fuma persino il calumet.

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