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Posts Tagged ‘avetrana’

OMICIDIO SARAH SCAZZI-SPUNTANO NUOVE IPOTESI

Posted by simone_n su 22 ottobre 2010

Spunta una nuova ipotesi investigativa nel delitto di Sara Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana: all’ora dell’omicidio Michele Misseri, lo zio che si è accusato del delitto, sarebbe stato a dormire. L’ipotesi, circolata nel corso della giornata a Taranto, non avrebbe al momento conferme negli atti dell’inchiesta, ma è una pista sulla quale gli inquirenti starebbero lavorando. Un accertamento è in corso partendo da quelle che erano le abitudini quotidiane dell’uomo, secondo quanto hanno potuto ricostruire gli inquirenti. Michele Misseri tra le mura domestiche «non contava nulla», anzi veniva  utilizzatò dai famigliari tanto che il suo ruolo era assolutamente marginale: a dirlo è lo stesso contadino di Avetrana, reo confesso dell’omicidio di Sara. Misseri lo ha raccontato al suo legale e lo ha detto anche nel corso degli interrogatori ai quali è stato sottoposto a partire dal 6 ottobre. «Dormivo su una sdraio, mi alzavo presto di notte per lavare i piatti che loro avevano usato, io mangiavo con le mani»: questo ha detto anche Michele Misseri per far intendere agli inquirenti lo scenario familiare nel quale viveva. Dunque, il “mostro”, lo zio “orco” che ha strangolato Sara, sarebbe la stessa persona che veniva quotidianamente messa in un angolo dai suoi stessi congiunti, madre e figlia? Per l’avv. Daniele Galoppa, suo difensore, era una situazione che Misseri «accettava» più che subirla. Anzi, «accettava qualsiasi cosa». Misseri che, a detta ancora del suo legale, avrebbe sempre avuto «un trascinamento» per la figlia Sabrina, la cui personalità «ha sempre prevalso» su di lui. È uno scenario familiare singolare quello che si ritrovano a costruire gli inquirenti sulla base delle dichiarazioni di Misseri. Fra le donne della famiglia – mamma Cosima, le figlie Sabrina e Valentina, anche se quest’ultima vive e lavora a Roma con il marito – ci sarebbe un legame molto forte, fanno intendere gli inquirenti, e questo avrebbe portato quasi a mettere in minoranza il capofamiglia sulle scelte gestionali di casa. Donne unite anche da un carattere comune molto deciso. La stessa Sabrina lo starebbe dimostrando in questi giorni di detenzione nel carcere di Taranto. La ventiduenne cugina di Sara, gravemente indiziata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona, è tenuta sotto stretta vigilanza in cella, da sola, 24 ore su 24 ed è sotto controllo di psicologi. A quanto si è appreso, legge vecchie riviste femminili, ma ogni tanto darebbe sfogo al suo desiderio di libertà affacciandosi al finestrino e gridando attraverso le sbarre ‘Sono innocente, aiutatemì. Una Sabrina molto diversa da quella descritta dai suoi amici, che la ricordano come una persona ‘allegra, solare, ‘caciaronà, autoironicà e persino un po ‘imbranatà. E allora: Cosima, Sabrina e Valentina decidevano davvero tutto in casa, sovrastando e annullando le volontà di Michele Misseri, o lo zio omicida ha parlato di una famiglia che in realtà non esiste?

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OMICIDIO SARAH SCAZZI-PADRE VUOLE SCAPPARE DA AVETRANA

Posted by simone_n su 18 ottobre 2010

«Mi sveglio la mattina, e spero che sia tutto finito. Guardo fuori. Ci sono le televisioni e i curiosi, e la gente che ti osserva come tu fossi un baraccone, ti fa le condglianze e ti guarda. E così capisco che pure adesso che Sarah è stata seppellita questa è una storia che non finirà mai, che ci distruggerà tutti, chi in carcere chi per il dolore. Anche per questo, una volta che sarà costruito il monumento per Sarah, io verrò a prendere mia moglie e la porterò via da Avetrana». Lo ha affermato Giacomo Scazzi, padre di Sarah, la quindicenne uccisa dallo zio, in un’intervista al ‘Quotidiano Nazionale. «Verrà con me e con mio figlio, su in Lombardia – ha continuato Giacomo Scazzi – Starà a Legnano o da qualche altra parte. Ma questa casa la chiuderemo e ad Avetrana verremo solo per portare i fiori alla bambina. Non che abbia rancore per il paese, il paese ci è stato vicino. Ma è il paese dove Sarah è stata ammazzata. Anche per Concetta restare qui non ha più senso» .

«Quelli me l’hanno portata via, – ha proseguito Giacomo Scazzi nell’intervista a Qn – e ormai quello che è fatto è fatto e non c’è rimedio. E così per me quelli è come se non esistessero più. Non li voglio nemmeno odiare perchè l’odio mi aumenterebbe il dolore e non mi restituirebbe la mia bambina. In questi giorni mi sono chiesto se abbiamo delle colpe, se ci siamo fidati troppo. Noi siamo gente semplice. Ma scusate, di chi ti devi fidare se non dei tuoi parenti?». «Quando scopri che un parente te l’ha ammazzata, già basta e avanza per ucciderti dentro pure a te. E pare che non bastava ancora. Ora mi dicono che erano in due. Non lo so, ogni giorno è peggio, io che devo pensare? Ma dei giudici io mi fido. Allora dico: che facessero le cose per bene e li facessero pagare. Perchè questa storia non è come perdere una figlia in un incidente stradale. Questa -ha concluso- è una storia che in un paese come questo capiterà ogni cento anni, e anche più. E quindi facessero le cose per bene, senza fretta, ma chi ha sbagliato deve pagare. Senza rancore tra famiglie, perchè son drammi per tutti…»

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