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disINFORMAZIONE-MINZOLINI E FEDE AMMONITI DALL’AGCOM

Posted by simone_n su 22 ottobre 2010

La polemica politica si accende anche sulla decisione dell’Agcom di diffida il Tg1 e richiama il Tg4 e Studio Aperto. per il «forte squilibrio a favore della maggioranza e del governo» e minaccia ulteriori provvedimenti se la situazione non cambierà. Plaudono Pd e Idv, sottolineando la «faziosità» del Tg1, mentre dal Pdl Daniele Capezzone parla di «reazioni strumentali». I direttori finiti nel mirino dell’Agcom respingono gli attacchi. «Non accetto richiami», dice Emilio Fede. «Non mi risultano disparità di trattamento», sottolinea invece Augusto Minzolini. Immediata la polemica. «La diffida di Agcom conferma che, anche sul piano formale, il Tg1 è ormai diventato una voce della maggioranza, e anche tra le più faziose», commenta dal Pd Paolo Gentiloni. «È necessario che a questo grave squilibrio venga posto rimedio al più presto», gli fa eco Carlo Rognoni. «Dopo le nostre ripetute denunce finalmente l’Agcom batte un colpo», si rallegra dall’Idv Francesco Pancho Pardi. E il consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo ironizza: «L’allievo Tg1 ha superato il maestro Tg4». Mentre per il consigliere Antonio Verro è un’analisi «poco attenta all’attualità e alle ultime vicende politiche». Gli squilibri del principale tg di Viale Mazzini erano stati denunciati anche dal presidente, Paolo Garimberti: «Non ritengo che il Tg1 di oggi sia sufficientemente pluralista: l’ho detto al cda e lo ripeto qui», aveva ammonito in Vigilanza a fine luglio. A stretto giro era arrivata la replica del direttore generale Mauro Masi, sempre a San Macuto: «Non ritengo che il Tg1 non sia sufficientemente pluralista». Minzolini si fa forte dei dati dell’Osservatorio di Pavia e commenta: «Non risulta questa disparità di trattamento. Rai e Autorità dovrebbero mettersi d’accordo per prima cosa sui dati da utilizzare». Il direttore del Tg1 si appella alla notiziabilità («nell’ultimo periodo le vicende politiche hanno riguardato prevalentemente la maggioranza e il governo») e fa notare che «in estate il governo resta presente, mentre i politici vanno in vacanza e c’è un problema di reperibilità». Dalla sua parte si schiera Capezzone: «Minzolini ha avuto il coraggio di rompere una cappa di conformismo». E il capogruppo in Vigilanza Alessio Butti invita a leggere bene i dati, in particolare calcolando i tempi occupati da Futuro e Libertà. Si difende con forza anche Fede: «Non accetto richiami da un parlamentino spesso suggestionato da scelte ideologiche. Faccio da 50 anni questo mestiere, ho 27 anni di Rai e 20 anni di Mediaset alle spalle e rispondo deontologicamente a quello che sono», sottolinea il direttore del Tg4, convinto che il primo richiamo venga dalla «coscienza». Più cauta la reazione del direttore di Studio Aperto, Giovanni Toti: «Questi richiami hanno sicuramente un loro senso, bisognerebbe però tenere presente la notiziabilità degli eventi»

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BERLUSCONI QUERELA “REPORT”, ECCO IL VIDEO DELLO “SCANDALO”

Posted by simone_n su 22 ottobre 2010

Silvio Berlusconi cita in giudizio Report per il servizio sulla villa di Antigua. A renderlo noto e’ stato l’avvocato Fabio Lepri di Roma che in un comunicato ha annunciato di aver ricevuto mandato dall’onorevole Silvio Berlusconi per procedere in sede giurisdizionale, al fine di ottenere l’accertamento della natura offensiva e diffamatoria di quanto diffuso il 17.10.2010 su RAI Tre durante la trasmissione Report, con integrale risarcimento dei danni. Il giudizio, si legge nella nota, sara’ promosso contro tutti i responsabili dell’illecito, e sara’ chiesta anche la pubblicazione della futura sentenza sui principali mezzi di comunicazione. “Sara’ dunque il Tribunale a ripristinare la verita’ dei fatti”, si legge ancora.

Arriva subito la reazione della Gabanelli che dichiara: ” Ci difenderemo! La differenza fra me e lui è che se io mi sento diffamata non posso tirare in tribunale lui, mentre lui può tirare in tribunale me».

Ecco il servizio di Report (estratto dalla puntata dello scorso 17 ottobre 2010) che ha scatenato le ire di Berlusconi.

 

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OMICIDIO SARAH SCAZZI-SPUNTANO NUOVE IPOTESI

Posted by simone_n su 22 ottobre 2010

Spunta una nuova ipotesi investigativa nel delitto di Sara Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana: all’ora dell’omicidio Michele Misseri, lo zio che si è accusato del delitto, sarebbe stato a dormire. L’ipotesi, circolata nel corso della giornata a Taranto, non avrebbe al momento conferme negli atti dell’inchiesta, ma è una pista sulla quale gli inquirenti starebbero lavorando. Un accertamento è in corso partendo da quelle che erano le abitudini quotidiane dell’uomo, secondo quanto hanno potuto ricostruire gli inquirenti. Michele Misseri tra le mura domestiche «non contava nulla», anzi veniva  utilizzatò dai famigliari tanto che il suo ruolo era assolutamente marginale: a dirlo è lo stesso contadino di Avetrana, reo confesso dell’omicidio di Sara. Misseri lo ha raccontato al suo legale e lo ha detto anche nel corso degli interrogatori ai quali è stato sottoposto a partire dal 6 ottobre. «Dormivo su una sdraio, mi alzavo presto di notte per lavare i piatti che loro avevano usato, io mangiavo con le mani»: questo ha detto anche Michele Misseri per far intendere agli inquirenti lo scenario familiare nel quale viveva. Dunque, il “mostro”, lo zio “orco” che ha strangolato Sara, sarebbe la stessa persona che veniva quotidianamente messa in un angolo dai suoi stessi congiunti, madre e figlia? Per l’avv. Daniele Galoppa, suo difensore, era una situazione che Misseri «accettava» più che subirla. Anzi, «accettava qualsiasi cosa». Misseri che, a detta ancora del suo legale, avrebbe sempre avuto «un trascinamento» per la figlia Sabrina, la cui personalità «ha sempre prevalso» su di lui. È uno scenario familiare singolare quello che si ritrovano a costruire gli inquirenti sulla base delle dichiarazioni di Misseri. Fra le donne della famiglia – mamma Cosima, le figlie Sabrina e Valentina, anche se quest’ultima vive e lavora a Roma con il marito – ci sarebbe un legame molto forte, fanno intendere gli inquirenti, e questo avrebbe portato quasi a mettere in minoranza il capofamiglia sulle scelte gestionali di casa. Donne unite anche da un carattere comune molto deciso. La stessa Sabrina lo starebbe dimostrando in questi giorni di detenzione nel carcere di Taranto. La ventiduenne cugina di Sara, gravemente indiziata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona, è tenuta sotto stretta vigilanza in cella, da sola, 24 ore su 24 ed è sotto controllo di psicologi. A quanto si è appreso, legge vecchie riviste femminili, ma ogni tanto darebbe sfogo al suo desiderio di libertà affacciandosi al finestrino e gridando attraverso le sbarre ‘Sono innocente, aiutatemì. Una Sabrina molto diversa da quella descritta dai suoi amici, che la ricordano come una persona ‘allegra, solare, ‘caciaronà, autoironicà e persino un po ‘imbranatà. E allora: Cosima, Sabrina e Valentina decidevano davvero tutto in casa, sovrastando e annullando le volontà di Michele Misseri, o lo zio omicida ha parlato di una famiglia che in realtà non esiste?

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HAITI-PRIMA IL SISMA, ORA IL COLERA!

Posted by simone_n su 21 ottobre 2010

Almeno 135 morti per un’epidemia di colera, senza contare le dieci vittime provocate dalle alluvioni degli ultimi giorni. A nove mesi dal terremoto che l’ha devastata, provocando 250mila morti e 1,5 milioni di senzatetto, Haiti sta subendo un’emergenza che sembra non avere fine. Oggi le autorià sanitarie nazionali hanno denunciato la morte di almeno 135 persone in diverse città del Paese in seguito ad un’epidemia di colera probabilmente provocata dalla cattiva qualità dell’acqua potabile. «Abbiamo accertato 135 decessi e 1.498 casi di persone colpite da dissenteria. Secondo le analisi di laboratorio, si tratta di colera», ha detto Claude Surena, presidente dell’associazione dei medici di Haiti, in una dichiarazione all’agenzia France Presse. Surena ha anche annunciato una dichiarazione del governo sull’epidemia. «Abbiamo registrato la maggior parte delle vittime lungo il corso del fiume Artibonite che attraversa il centro e il nord del Paese. Si tratta di un’epidemia dovuta all’acqua utilizzata nelle case di quelle regioni», ha detto all’Afp il dottor Ariel Henry, direttore del ministero della Sanità di Haiti. «Alcune persone sono morte nelle proprie abitazioni nella regione di Artibonite e nelle zone centrali di Haiti mentre diverse centinaia sono ricoverate e poste sotto controllo», hanno aggiunto altre fonti mediche. Secondo quanto hanno riferito alcuni corrispondenti locali di Port-au-Prince la maggior parte dei decessi Š avvenuta negli ospedali di St. Marc, a un centinaio di chilometri dalla capitale, e in altre località vicino alla stessa località. L’epidemia di colera Š stata confermata in serata da una fonte del ministero della Salute, sulla base dei primi risultati delle analisi effettuate dopo i decessi. Il governo ha convocato una riunione urgente con le autorità sanitarie. Proprio oggi un esperto delle Nazioni Unite, Walter Kaelin, di ritorno da Haiti, ha denunciato in un rapporto la profonda crisi umanitaria che il Paese sta attraversando. «Stando alle stime un milione e trecento mila persone, tra chi ha perso la casa durante il terremoto e chi Š sfuggito all’estrema povertà accentuata dal sisma vivono tuttora in campi provvisori a Port-au-Prince e dintorni», ha detto Kaelin. «Gli abitanti dei campi profughi hanno esigenze che vengono gestite internamente dal campo, come ad esempio il bisogno di avere un riparo», spiega Kaelin, «ma anche altri bisogni urgenti come l’accesso all’assistenza sanitaria, all’acqua, ai servizi igienici e all’istruzione, che coinvolgono anche l’intera comunità, garantendo cos il trattamento uniforme tra chi vive nelle tende e chi no». Il rappresentante del segretario generale dei Diritti Umani degli Sfollati, fa notare l’urgenza di lanciare il processo di ricostruzione. «Questa Š una crisi umanitaria che richiede una soluzione di sviluppo. Come sua responsabilità primaria, il governo di Haiti deve applicare e diffondere un piano su come offrire soluzioni durature per chi abita nei campi, e coordinarne l’attuazione con gli sfollati». Kaelin incoraggia, poi, i Paesi donatori a continuare a finanziare l’assistenza sanitaria e le attivit… di difesa fino a quando non si faranno progressi verso soluzioni durature e sostanziali.

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GUERRA IRAQ-USA:1245 SOLDATI UCCISI

Posted by simone_n su 21 ottobre 2010

A tutto il 21 ottobre di quest’anno sono 1.245 i soldati americani che hanno perso la vita in Afghanistan. Lo riporta oggi il New York Times, precisando che secondo il ministero della Difesa americano il numero complessivo dei morti è inferiore di tre unità. Da quando l’operazione Enduring Freedom ha avuto inizio, nel 2001, i militari feriti in azione sono stati 8.825.

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RIFIUTI TERZIGNO-TRA SCONTRI E SOLIDARIETA’

Posted by simone_n su 21 ottobre 2010

Scontri sono in corso a Terzigno (Napoli) tra polizia e manifestanti antidiscarica di Terzigno. La polizia ha caricato dopo un lancio di razzi effettuato da un piccolo gruppo di manifestanti. Alcune persone che si trovavano in strada, alla rotonda panoramica, hanno denunciato «di essere state caricate senza motivo»

«Hanno colpito persone perbene, hanno picchiato persone che si trovavano pacificamente nella tenda»: così denunciano alcuni manifestanti caricati dalle forze dell’ordine che hanno reagito dopo aver subito un lancio di razzi di un piccolo gruppo di manifestanti. «Siamo persone perbene che chiedono solo di poter vivere» aggiunge un altro cittadino. Coinvolti nelle cariche, e nonostante lo abbiano dichiarato pubblicamente, alcuni giornalisti presenti.

Intanto a Napoli, questo pomeriggio è stato esposto uno striscione di 10 metri, su una delle torri del Maschio Angioino, per esprimere solidarietà ai manifestanti di Terzigno: è l’iniziativa di un centinaio di attivisti di centri sociali, studenti e militanti del presidio permanente contro la discarica di Chiaiano. Si saldano in questo modo le proteste antidiscarica di Napoli e del Vesuviano. «Solidali con Terzigno! No a discariche ed inceneritori!», si legge sul manifesto. Nel pomeriggio si è mosso nel capoluogo campano, da Piazza Carità, il presidio convocato dai movimenti napoletani dopo gli scontri delle ultime ore e l’annuncio del governo della decisione di aprire la seconda discarica nel Vesuviano. I manifestanti hanno occupato simbolicamente il cortile del Maschio Angioino. I movimenti napoletani fanno ora appello «a tutti i cittadini liberi, ai comitati di lotta, alle associazioni democratiche perchè accorrano in supporto alla resistenza di Terzigno». «Già da domani – annunciano – i comitati civici di Chiaiano saranno a Terzigno ad incontrare i cittadini dell’area vesuviana in lotta e per partecipare alle mobilitazioni su quel territorio». «Il miracolo di Berlusconi è finalmente finito – ha detto Antonio Musella, portavoce dei centri sociali – Ma davanti ai loro fallimenti, il centro destra continua sulla strada di sempre, quella delle discariche e degli inceneritori. Le alternative proposte dai comitati, come il trattamento biologico, il trattamento meccanico manuale e la raccolta differenziata porta a porta non possono più essere liquidate dalla politica come soluzioni impossibili». «Le vostre ricette hanno portato all’ennesimo scempio ed alla distruzione di un altro territorio – conclude e rivolgendosi alle istituzioni – Vergognatevi!»

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OMICIDIO SARAH SCAZZI-SABRINA ERA PRESENTE

Posted by simone_n su 21 ottobre 2010

C’era anche Sabrina nel garage di Avetrana il 26 agosto quando Michele Misseri ha ucciso Sarah Scazzi strangolandola con una corda. E, anzi, e’ stata proprio lei, con un’azione ”preordinata” e dunque voluta, a portare la cuginetta in quell’antro, ad immobolizzarla mentre il padre l’ammazzava, a dire che era ora ”di dare una lezione” a quella ragazzina che non solo voleva spifferare per il paese che Zio Michele le aveva toccato il sedere, infagandone cosi’ il buon nome, ma si era anche permessa di insidiare il suo Ivano, divenendo la preferita dell’amico per cui lei, invece, provava una vera e propria ”ossessione”.

Sabrina Misseri resta in carcere con la pesantissima accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona: e l’ordinanza con cui il gip di Taranto Martino Rosati accoglie le richieste della procura, e’ una mazzata sulle speranze della ragazza di lasciare la cella, anche se i suoi avvocati Vito Russo e Emilia Velletri ricorreranno al tribunale del Riesame. In venti pagine il giudice ricostruisce il delitto, riportando integralmente la confessione agghiacciante di Michele, contesta punto su punto le affermazioni fatte da Sabrina nei due interrogatori ed elenca una dopo l’altra le testimonianze che l’hanno incastrata: quella dell’amica Mariangela, personaggio ”del tutto credibile”, della madre Cosima, della zia Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah e, addirittura, della stessa quindicenne, che poche ore prima di morire, quasi avesse un presentimento, metteva nero su bianco sul suo diario i contrasti con la cugina per via di Ivano. Tutte persone, scrive il gip, ”non sospettabili di acrimonia verso di lei”.

Ma cosa e’ stato a spingere Sabrina ad uccidere Sarah? ”Aveva piu’ di un motivo di rancore verso la cugina” con la quale, scrive il Gip, i rapporti erano ”tutt’altro che idilliaci” e le frizioni ”non episodiche ma piuttosto ricorrenti”. La paura che il paese conoscesse il segreto di Michele e Sarah, innanzitutto, ma anche il fatto che le stesse ‘rubando’ Ivano. Motivi sufficienti ad uccidere? Probabilmente no, e’ la tesi avanzata nell’ordinanza: ”si e’ trattato, con ogni probabilita’, di un’azione preordinata, quantunque probabilmente giunta ad esiti ulteriori e piu’ gravi di quelli programmati”. In sostanza, l’omicidio ”e’ scaturito, probabilmente, da un impeto improvviso”. Ma cio’ non basta, prosegue il gip, ”per collocarlo nell’ambito della preterintenzione”. Perche’ tutte le incongruenze e i non ricordo nel racconto di Sabrina, i tentativi di depistaggio, i messaggi inviati all’amica Mariangela testimoniano, appunto, la volonta’ di ”dare una lezione” a Sarah.

E infatti, quel 26 agosto Sabrina si e’ resa responsabile di ”un’azione cruenta, protrattasi per un lungo tempo durante il quale, almeno finche’ Sarah non e’ caduta esanime al suolo, Sabrina l’ha tenuta stretta, impedendole di muoversi. Offrendo cosi’ al padre, se non altro – afferma Rosati – un decisivo contributo agevolatore alla realizzazione dell’evento delittuoso, nella consapevolezza della evidente idoneita’ della condotta di costui a provocarlo”. E anche lo zio Michele, nella sua confessione, conferma questo ”decisivo contributo”. Sabrina, dice, ”l’ha portata malamente” in garage, ”l’ha tirata”. E quando Sarah fuori dalla villetta di via Grazia Deledda urlava piangendo ”lasciami stare, fammi andare a casa”, lei ha risposto cosi’: ”no, mi devi dire con la tua bocca quello che e’ successo”. Il racconto di Michele dunque, si incastra perfettamente con le testimonianze e i riscontri trovati dagli inquirenti. Tanto che il gip, pur sostenendo che lo zio di Sarah e’ ”uno tra i peggiori chiamanti in correita’ che un giudice si augurerebbe di trovarsi davanti”, definisce le sue dichiarazioni, ”ampiamente credibili”, ”coerenti” e ”soprattutto perfettamente conciliabili con le ulteriori acquisizioni istruttorie”.

C’e’ soltanto una cosa, del racconto di Michele, a cui il gip sembra non credere: la violenza sessuale sul cadavere della povera Sarah. ”Si e’ ascritto un fatto turpe – afferma non a caso nell’ordinanza – con una confessione, verrebbe da dire, gratuita, dal momento che nessuno aveva mai nemmeno sospettato tale ulteriore delitto, e sapendo che quest’ultimo ben difficilmente si sarebbe mai potuto accertare dal momento che il cadavere era rimasto in acqua sommerso per oltre 40 giorni”. L’ultima mazzata a Sabrina, il giudice la da’ spiegando perche’ deve rimanere in carcere. Ci sono, dice il pericolo di fuga, quello di inquinamento probatorio e di compromissione delle indagini; ma anche e sopratutto ”la seduzione che la Misseri ha mostrato di subire dal fascino delle telecamere”. Una seduzione che non consente di concederle neanche gli arresti domiciliari.

 

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RIFIUTI-TERZIGNO: LA SITUAZIONE PEGGIORA, CI VUOLE L’ECOMAFIA!

Posted by simone_n su 20 ottobre 2010

Ancora guerriglia a Terzigno nel pressi della discarica Sari. La scorsa notte intorno alle 2 i dimostranti hanno dato alle fiamme un autobus di linea della Eav. Il mezzo era parcheggiato da giorni a causa dei danneggiamenti subiti ad opera di manifestanti che da giorni protestano contro l’apertura di una seconda discarica a Terzigno. Subito dopo il rogo sono scoppiati tafferugli tra la polizia e i dimostranti. Non ci sono fermi e nemmeno feriti. Sempre la notte scorsa 41 autocompattatori hanno sversato nella discarica di Terzigno e altri in altre discariche, come previsto dall’ordinanza d’urgenza emessa dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. La commissione parlamentare sulle ecomafie si recherà a Terzigno, per un sopralluogo, il prossimo 4 o 5 novembre. Lo rendono noto i sindaci di Boscoreale, Gennaro Langella, e di Terzigno, Domenico Auricchio, reduci da audizioni a Roma con l’organismo bicamerale. Langella e Auricchio fanno sapere che «la commissione, su loro invito, si è detta disponibile ad effettuare un sopralluogo alla cava Sari e alla cava Vitiello il 4 o il 5 novembre. Alla commissione – hanno dichiarato Langella e Auricchio – abbiamo rappresentato le sofferenze e il disagio della popolazione vesuviana, che sta lottando civilmente per rivendicare il sacrosanto diritto alla salute, al benessere e alla difesa dell’ambiente, chiedendo il loro aiuto e facendo appello a modificare con ogni urgenza la norma che prevede la cava Vitiello tra le discariche da utilizzare»

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OMICIDIO SARAH SCAZZI-FORSE L’HANNO UCCISA IN CASA!

Posted by simone_n su 20 ottobre 2010

Gli inquirenti che indagano sull’omicidio della 15enne Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto ad Avetrana, in provincia di Taranto, non escludono che il delitto possa essere avvenuto non nel garage dell’abitazione della famiglia Misseri in via Deledda, come raccontato da Michele Misseri ma all’interno della casa. Anche per questo stamane è stata compiuta una ispezione nell’abitazione da parte di carabinieri. Gli investigatori stanno cercando le chiavi che la vittima portava con sè e la corda che sarebbe servita per ucciderla. L’ipotesi che Sarah possa essere stata uccisa in casa e poi trasportata di peso in garage per essere caricata nella Seat Marbella di Misseri è avvalorata dal fatto che gli inquirenti hanno svolto accertamenti anche su una porta interna che collega l’abitazione alla cantina, anche se questa porta risulta ostruita da oggetti molto pesanti.

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OMICIDIO SARAH SCAZZI-SABRINA, DOMANI SI DECIDERA’

Posted by simone_n su 19 ottobre 2010

A meno di decisioni in extremis sarà domani la giornata, entro il primo pomeriggio, in cui il gip del Tribunale di Taranto, Martino Rosati deciderà se emettere una ordinanza di custodia cautelare a carico di Sabrina Misseri, 22 anni, la giovane sottoposta a fermo e rinchiusa in carcere come indiziata di delitto per concorso in omicidio volontario e sequestro di persona di Sarah Scazzi, la cugina 15enne. Dell’autore del delitto si è accusato Michele Misseri, padre di Sabrina. Solo dopo la decisione del gip gli inquirenti decideranno se risentire l’uomo durante un incidente probatorio anche alla luce della parziale ritrattazione annunciata dal suo legale e per capire anche il livello di coinvolgimento nella vicenda della moglie Cosima, sorella dela madre della vittima. Pur avendolo preannunciato, anche gli avvocati di Sabrina non hanno ancora presentato al gip la richiesta di incidente con confronto tra padre e figlia. Oggi inquirenti della Procura della Repubblica e investigatori dei carabinieri si sono incontrati per fare il punto della situazione e pianificare le prossime attività.

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